Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

Il ragno

di Babbo scritto il 7 Novembre 2012
Nessun CommentoComments

Di tutto. Sul lavoro mi sta succedendo davvero di tutto.
Presente quei film su un complotto, dove la morsa di sordide macchinazioni stritola lentamente l’ignaro eroe? Quei film fatti di sguardi, dialoghi evasivi ed atmosfere ansiogene? O quei thriller dove la musica acida che scatta su una scena banale – un tizio prende l’ascensore, un tizio mangia in mensa – ti fa sobbalzare sulla sedia più di un assassino con l’ascia in mano? Ecco, benvenuti all’Inferno, questa è la mia vita lavorativa: la macchinazione c’è, i colpi d’ascia pure, e la Cavalleria chissà dov’è finita, lo sfascio è autorizzato e nessuno difende nessuno.
Quote societarie. CDA. Organigrammi rivoluzionati nel giro di un pomeriggio, senza alcun preavviso alle persone coinvolte. Idioti potenti che da bravi idioti fanno il lavoro sporco, mentre quelli furbi nel buio li lasciano fare e al tempo stesso ne programmano l’epurazione – sempre troppo tardi, fatalità. Ed io in mezzo come una pallina da flipper.
C’ho provato. A resistere, a farmi forza, a tessere alleanze, a galleggiare, a barcamenarmi, a sopportare, a chiudermi in risposte di prassi, a censurare mail che avrei voluto scrivere, a guardare in prospettiva, a sperare per il meglio, a capire chi sono i burattini e chi i burattinai. Mi sono sforzato, ho continuato a dare il meglio come se non fosse successo niente: per non cadere di stile, per dimostrare che sono migliore. A costo di incazzarmi con mio figlio, di ignorare mia moglie, perché un uomo vero è sul lavoro che dimostra chi è, la famiglia è uno sfondo bucolico per il weekend mica vita vera.
Perciò son diventato un ragno. Prima un raffreddore epocale, poi la tosse, e mia moglie a scassare la minchia che il mio corpo stava cercando un modo per collassare, le donne san sempre tutto loro. Poi questa settimana il dolore alla spalla, la tizia consiglia di stare a casa ma io non le bado, guarda va già meglio vado al lavoro anche oggi, lasciami stare. Finché oggi il tracollo, non so neanche come son riuscito a guidare fino a casa, e poi letto e un dolore atroce a spalla collo braccio schiena, che non so bene neanche io in che posizione mettermi. Son diventato proprio un bel ragno, tutto rattrappito dolorante è un problema anche pisciare, soffro ad alzarmi e soffro a stendermi. Mia moglie ha scovato un antidolorifico che aveva usato per la periartrite, speriamo faccia qualcosa.
Così domani torno a lavorare…

Tags:
Categorie: Contrattempi del mestiere, lasciatemi stare, sproloqui, tempi duri

Leave Comment

Commenting Options

Alternatively, you can create an avatar that will appear whenever you leave a comment on a Gravatar-enabled blog.