Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

La quadratura del cerchio

di Mamma scritto il 2 Aprile 2013
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quadratura del cerchioQuando sei mamma ti senti in obbligo di iper-performare, e ti auto-induci a cercare a tutti i costi la quadratura del cerchio.
Cerchio 1: durante il giorno mi spompo di lavoro, ma appena la sera torno a casa in massimo 15 minuti devo sfornare una pietanza sana ed appetitosa, fatta sul momento con ingredienti freschi, completa di tutti i carboidrati, proteine e fibre delle quali la creatura abbisogna, e possibilmente non già sfruttata due sere prima (la varietà è importante). Prima dopo e durante l’attività culinaria, fra l’altro, bisogna anche tener d’occhio il pupo e soddisfare i suoi eventuali bisogni di coccole (“Mamma, riposiamo” ti invita lui stendendosi sul divano, “Si amore” mentre in cucina va la padella).
Cerchio 2: l’ormone di mamma avrebbe voglia di un secondo figlio, la testa del babbo non vede l’ora di cambiare lavoro (e si opera attivamente in tal senso), e tutto è possibile: babbo può cambiar lavoro e viaggiare per l’Italia, tornando a casa solo nei w-end, mentre mamma tende il pupo e contemporaneamente ne fa un altro tutto da sola. Tutti senza mai ammalarsi né essere stanchi o esauriti, e coi nonni o lontani o occupati – ah ma in caso si prende una baby-sitter, che problema c’è? Il fatto che il primo figlio sia nato solo dopo otto mesi di cova quasi immobile, e che il secondo dovrebbe sopravvivere anche solo alla preparazione di una cena (vedi esempio 1), son dettagli irrilevanti – non si dice che ogni gravidanza è diversa dalle altre?
Cerchio 3: la creatura deve stare sempre bene. Se ha un po’ di moccio al naso bisogna fargli il lavaggio con la soluzione fisiologica, anche la mattina prima di andare al lavoro ed anche se sei già in ritardo, operando bloccaggi wrestling che Hulk Hogan mi fa un baffo. Se tossisce bisogna cogliere le minime sfumature di suono (tono, semitono, maggiore o minore, vibrazione cosmica di fondo), per capire se sia una cosa seria o solo un po’ di catarro in gola, se ci voglia l’omeopatia l’aerosol o lo sciroppo di lumaca. Se siamo da amici, il pupo gioca spensierato e tu con l’aperitivo in mano chiacchieri del più e del meno, in background devi comunque far girare il 30% del sistema per analizzare: temperatura dell’ambiente, temperatura del bambino, congruenza dei vestiti del bambino con la temperatura dell’ambiente, eventuale cambio necessario (e non portato) affinché il bambino giocando non sudi, eventuali sbalzi di temperatura fra una stanza e l’altra.
Cerchio 4: devi avere un lavoro e portare a casa lo stipendio, devi star dietro alla casa ed a tutti i suoi abitanti, devi avere uno sport altrimenti in ufficio diventi violenta, devi trovare quando possibile del tempo per leggere o impazzisci, devi tenere le public relations con pediatra maestre e mamme di compagni di classe, e contemporaneamente devi fare la mamma.
Forse essere mamma significa questo: stressarsi la vita in mille modi. Ogni tanto dovrei essere più papà…

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Categorie: auto-analisi, sproloqui

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