Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

Scusa se sono il babbo

di Babbo scritto il 26 Giugno 2013
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dimenticatoE’ bello prendersi una settimana di ferie, tutti e tre assieme al mare, finalmente. Vita di famiglia, fatta di tante piccole soddisfazioni, e sembran piccole ma poi, vuoi mettere, son cose che ti tengono in piedi quando la vita si fa dura, son cose che restano eh.
Tipo quando tuo figlio passa la mattina a seguire il giardiniere, mentre taglia l’erba nel parco dell’hotel: prima vedi ‘sto armadio d’uomo col suo tagliaerba super-professional, poi a debita distanza arriva il nanetto, sempre dietro ma senza dar fastidio. Gli altri bambini dell’hotel a tratti si uniscono al gruppo e fanno una piccola coda di nani – beh gli altri son tutti più grandi, a dire il vero – ma solo il nostro è preciso, si tiene ben dietro e non dà mai fastidio, gli altri – principianti! – sono ora avanti ora indietro, un po’ fra i piedi a dirla tutta, e si vede che il giardiniere taglierebbe anche loro non fosse che si stufano presto, e passano ad altro. Mentre il Nano sempre dietro, non molla, e sai che gli frega degli altri bambini.
Nel frattempo mamma e papà potrebbero anche essere morti, che importa. Quella fastidiosa di mia moglie ne approfitta per leggere, io mi rodo a bordo campo. Per fortuna del Nano, la temperatura non è poi così eccelsa e non c’è fretta di andare in spiaggia, poi mentre pedina il giardiniere digerisce la colazione (un uovo sodo!), e ci evitiamo la congestione in spiaggia – che poi chi lo spiega alle nonne.
Quando il giardiniere ha finito, il pupo ti fa notare che è bravo come il nonno Dino, come dire: io sono il babbo e non sono il nonno Dino, voglio dire somiglio a mio padre ma non ho il tagliaerba. Poi spunta anche il nome di Gustavo Bressan, il nostro vicino di casa che si prende cura del giardino condominiale – si amore, è bravissimo anche Gustavo Bressan. Avevo sperato di far colpo sulla creatura con Farming Simulator, ma ho l’ennesima riprova che di fronte a questi colossi del giardinaggio divento l’Uomo Invisibile.
Ciao piccino, ti ricordi quel tizio un po’ peloso che vive con te e la mamma? Ecco, sono io!

Ma si certo, a fine estate torniamo qui qualche giorno e ci sarà anche il nonno Osvaldo, che bello.

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Categorie: Contrattempi del mestiere, sproloqui, vita da Fantozzi

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