Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

Archivio per la categoria ‘baby sitter’

Parvenza di normalità

sabato, maggio 16th, 2020

Non sembra vero: adesso il problema peggiore a fine giornata è che la creatura abbia mangiato poco a pranzo. O almeno questa è l’opinione della nonna, che per pranzo prepara primo secondo dolce e frutta, e giudica inconcepibile che il suo nipote-chiodino non divori tutto manco fosse un quindicenne.
La babysitter non si lascia scoraggiare dal bambino perso nel suo mondo, da pungolare di continuo tipo mucca recalcitrante da spingere al pascolo, e lo tartassa con tabelline e ripasso di grammatica. Il pupo ha dimenticato TUTTO, è evidente; se fra un mese potrà riportare alla memoria qualche vago ricordo della quarta elementare, sarà solo merito della babysitter. Lei non ha certo una formazione da maestra, ma è meglio di niente vista la latitanza delle maestre vere: se non altro lei c’è, e trasmette ogni giorno al bambino l’importanza dello studio e della ripetizione – gli dimostra che CI TIENE che lui impari. Nel frattempo le maestre, oltre ai compiti mandano (sempre a suon di foglietti da stampare a casa) anche fior fior di verifiche, perfino su argomenti mai ripetuti da mesi: chapeau alla faccia tosta.
A me rientrare al lavoro ha fatto bene. Certo, quando mi confronto coi fornitori del milanese, è forte il sospetto che in Veneto stiamo forse correndo troppo e troppo presto; ma il trucco è non pensarci, e auto convincerci che nell’open space affollato un plexiglas e un vasistas tutti i virus si porta via. Intanto esco di casa, vedo facce diverse rispetto ai parenti stretti, e riesco ad essere più calma quando la creatura fa la sua crisi di follia dopo aver giocato troppo coi videogiochi online.
Ecco, ‘sta cosa dei videogiochi è un punto dolente. Ormai il pupo la mattina studia col supporto della babysitter, il pomeriggio si rilassa dai nonni (+ la lettura quotidiana obbligatoria), perciò la sera è difficile negargli la videochiamata col suo migliore amico abbinata al gioco online. Però, tre volte su sei (dato statistico misurato), dopo un’ora di gioco il pupo crolla: litiga col suo amico, si incazza mentre gioca, per non parlare di quando è ora di spegnere – si oppone e diventa violento. Stasera sono stata categorica: così come ha sempre giocato per conto suo con un timer acceso a misurare 20 minuti, d’ora in poi quando gioca online con l’amico avrà a disposizione solo 30 minuti. E’ l’unica occasione di confronto sociale avuta finora, ma se non riesce a reggerla non resta che accorciarla. Piuttosto da settimana prossima farò il possibile affinché si vedano la sera al parco, e al diavolo anche i videogiochi.

Tana libera tutti

venerdì, maggio 1st, 2020

Mentre il Governo annuncia pallide e graduali riaperture, il sito “La Regione risponde” potrebbe anche intitolarsi: tana libera tutti!
Mentre mio marito prevede il tele-lavoro ancora per qualche mese (ma lui lavora per una grande azienda), il nostro titolare si aspetta che da settimana prossima rientriamo tutti. Ed io, stremata da settimane di battaglie quotidiane e urla e acrimonia reciproca, per il bene della Creatura capitolo senz’altro: ma si, torniamo in ufficio, così la Belva starà dalla babysitter la mattina e dai nonni il pomeriggio, vedrà sua cugina, riprenderà a vivere.
Certo, se Lyon si decidesse a sfornare qualche video-lezione sarei più serena. Mi sento colpevole nel rifilare la Belva alla babysitter, nello stato regredito e intrattabile nel quale si trova ora. Spero con tutto il cuore che di fronte a una estranea – per quanto la babysitter faccia ormai parte della famiglia – la Belva ridimensioni i suoi deliri di onnipotenza, e accetti il suo prosaico destino con più leggerezza = che faccia i compiti senza tante storie. Che poi, fosse un bambino dalle serie difficoltà cognitive capirei anche quel suo senso di rifiuto; ma la testa fina non gli manca, appena si applica un pochino riesce in tutto, ma perché starnazza sempre come una papera sotto attacco? Non a caso in queste settimane si è riletto spesso le vecchie strisce di Paperino: quanto si identifica nella sua irascibilità!
Spero anche che uscire di casa alleggerisca alcune tendenze regressive, come la ricerca e l’uso di giochi tipici di quando andava alla Materna: la macchinina di Paperino (vedi sopra), le rassicuranti app di quando era piccolo (le mitiche Toca Boca!). E poi, parliamo del suo amico Pallone – Palla per gli amici. Come Tom Hanks, Elio è diventato inseparabile da lei: si sposta per casa con Palla fra i piedi, se la tiene sotto la scrivania mentre simula di fare i compiti, tenta di tenerla fra i piedi anche mentre mangia. Mamma Malvagia gli ha proibito di portare Palla in cucina, lui puntualmente se ne frega e arriva con Lei, dando la stura all’ennesimo litigio. In queste settimane ho lanciato e calciato Palla innumerevoli volte, ma ovviamente al primo muro è sempre rimbalzata indietro. Certi giorni l’ho pure chiusa in armadio, perché è scientifico: poche ore senza Palla e la Belva torna più tranquilla; appena Palla-amica-alleata torna fra i suoi piedi, la Belva alza la cresta e comincia a fare richieste pindariche – sembra Macchianera: se non mi date 10 milioni di dollari faccio saltare in aria il mondo!
Ma a chi la racconto: ancora e sempre privo di un contatto visivo e frequente con le maestre, la Belva ci farà benino settimana prossima – il fascino della novità – per ripiombare nel suo mare di astio non appena avrà fatto l’abitudine alla nuova gestione famigliare. Se non altro dovrà dividere il suo astio fra me, la babysitter, i nonni e la cugina: speriamo quindi che le singole dosi siano più leggere.

Here comes the sun

martedì, maggio 15th, 2018

Alla fine è arrivata la pediatra, nostro sole. Ha emesso su richiesta la sua impegnativa per l’intervento psicologico in privato, al quale ricorrere subito come esatto dalle maestre; mi ha spiegato come funziona la valutazione Asl e quali siano le pratiche necessarie, e quale carta vada chiesta alle maestre – le quali oltre a non consegnarmi alcuna carta, non si sono sprecate a dare alcun chiarimento circa la prassi ufficiale seguita in questi casi; ha dato il suo consiglio fondamentale, “Signora per carità vada dalla psicologa che le indicano le maestre”, riferendo di casi drammatici quando lo psicologo scelto dalla famiglia non sia reputato affidabile da parte delle maestre; e ha infine dato un giudizio molto consolatorio, nel sentire il quadro di un bambino depresso sostenuto dalla psicologa di qua e dal cane di là: “Ho molta fiducia nel cane”.
Il pupo nel frattempo sta un pelo meglio. Ha fatto almeno quattro o cinque weekend lontano da noi, ritirato nella casa di campagna a farsi viziare e a sperimentare dal vivo cosa significhi un quattrozampe vivace e affettuoso da domare, e sta tornando più normale. Restano una serie di comportamenti regressivi, ma mi sembra che volere bene al cane gli stia insegnando a volere bene a se stesso. Con la psicologa si comporta molto bene – per fortuna è una ragazza molto affettiva ed empatica; il sabato si lotta meno per i compiti, sa che appena sono finiti può correre dai nonni, e poi domenica ferie. La domenica mattina passiamo a prenderlo dai nonni e andiamo tutti assieme a cazzeggiare in piscina, condividiamo un po’ di serenità acquatica. I risultati scolastici sono ancora molto altalenanti ma a volte va un po’ meglio, e con la baby sitter lavora piuttosto bene. Non credo sia l’uscita da un tunnel, credo piuttosto sia l’inizio di un percorso, ma almeno i rapporti umani si stanno ricucendo. Se son panda, fioriranno.

Due + uno fa tre…

venerdì, luglio 21st, 2017

lord of pandas and princess…della babysitter sono il re!
Ora, credo sia ormai palese a tutti che mia mamma è cattiva. Era a mia disposizione ogni santo giorno – a fine lezione finché andavo a scuola, a fine centro estivo quando è finita la scuola – quando di punto in bianco è tornata al lavoro. No no, bellina, non si fa. Non è giusto. E’ cattiva.
In cambio, Ada è buona. E’ anche ‘bbona, a dirla tutta – non mi formalizzo mica se ha quasi cinquanta anni più di me. Mi viene a prendere ogni giorno, mi porta a casa sua, si prende cura di me con mezzo bicchiere di Coca Cola e una ciotola di pop-corn, gioca con me, finché mamma non stacca dal nuovo lavoro e passa prendermi a casa – “Sei cattiva!” le dico appena passa la porta. Con Ada faccio pure i compiti senza dare (troppo) fastidio. D’altra parte, Ada ha un figlio adolescente e una gatta morbida e bellissima: perché mamma non mi ha mandato prima in un tale paradiso?!
Il figlio di Ada si chiama Carlo. Qualche giorno fa il papà di Carlo è passato a prenderlo per fare un giro; infatti figlio e padre non vivono assieme, Ada è separata. Quindi, se ci si può separare, come mai mamma e papà stanno ancora insieme? Ogni tanto quando mamma e papà non sono d’accordo su qualcosa chiedo a mamma: quindi ora lo lasci? Sarebbe buffo se si lasciassero – basta che io possa continuare a vivere con entrambi per vedere che succede.
Io avevo chiesto una babysitter ventenne con gli shorts, ma in fondo Ada mi piace quindi va bene così. Però mamma è cattiva, che non mi ha esaudito, e anche perché oltre ai libri per le vacanze (pieni di esercizi da babbei) mi costringe ogni giorno a leggere due paginette sugli animali. Ormai so tutto su corteggiamento, piume e alimentazione, che non devo farlo sapere ai miei amici o mi tratteranno da sfigato. Mamma ha pure ripreso a farmi la ginnastica per la lingua: dice che la mia S certi giorni è orrenda, e poi mi fa fare l’esercizio ‘fungo’ per spingere in avanti i denti sopra. Due palle. Mi tocca obbedirle, o mi lascia a pane e acqua – altro che pop-corn e Coca Cola! Mamma è proprio cattiva. Devo chiedere ad Ada se le piace leggere ad alta voce il Signore degli Anelli, che in caso mi trasferisco per sempre da lei.