Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

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Vincerò!

martedì, aprile 21st, 2020

Vincerò! Io non sono solo: c’è Lyon, sua morosa, i suoi amici, il suo cane.. ecco la mia vera famiglia.
Non la Signora Sotutto, e il suo ridicolo Giullare. “Fa questo, fa quello, gnè gnè gnè”: la loro giornata è fatta di ordini, di regole vuote. Io invece sono un bambino LIBERO!, mi comanda solo il cuore. E i fumetti. E i videogiochi. E il pigiama.
Che bello poltrire tutta la mattina in pigiama, crogiolarmi a letto leggendo fumetti mentre i due lavorano – CHE SFIGATI! Schiavi del computer, schiavi del telefono, schiavi delle loro regole assurde. Stai seduto così, non dire queste parole, vestiti colà, fa colazione; “La cucina è aperta dalle 7 alle 7:30, poi chiude!”, una delle tante minacce della Signora Sotutto. E poi: tira l’acqua dopo aver fatto la pipì, se la porta era chiusa richiudila dopo essere entrato, spegni la luce quando esci dalla stanza, fa i compiti fa i compiti fa i compiti… NOIOSI! PEDANTI! Tutte queste regole sono una seria minaccia alle mie libertà personali. Ma che vuole da me quella?, manco fosse una maestra.
E oggi, oggi la vedranno. Mi rilasso. Mi riposo e mi diverto. Posso vivere senza colazione, e dimostrerò che si sta benone anche senza merenda e senza pranzo. Io, il libro di Lyon e il mio amico pigiama. Io, un Topolino e il mio amico cuscino. Io, un Asterix e il mio amico piumone. Altro che strisciare come una larva fra un compito e l’altro, inventarmi scuse per allungare le pause di riposo, gironzolare in corridoio giocando invece di affrontare matematica: ma perché non l’ho fatto prima?! E lei, lei minaccia di lasciarmi a digiuno se non collaboro: è davvero alla frutta, è vecchia, robe da telefilm anni ’50. La tizia è proprio una noob: non capisce che la mia anima è online, e gli youtuber sono i miei fratelli – dopo anni che le chiedo un fratello o un cane o un gatto, mi sono organizzato da solo. Mamma, ascoltami: potrai anche incatenare il mio corpo, ma non avrai mai il controllo della mia mente. Ti sembro imbozzolato a letto, in realtà sono ALTROVE. Non mi avrai mai.
Solo non ho capito una cosa: che c’è per pranzo?

Come prima, più di prima

mercoledì, aprile 15th, 2020

A me sembra tutto come prima. Ok, ammetto che trovare il pranzo pronto non sia spiacevole. E anche poter lavorare concentrato, senza un folletto che entra esce entra esce entra esce dal salotto, è un bel cambiamento. Ma i rumori molesti sono raddoppiati: prima era solo la Belva, ora c’è anche Mamma Esaurita che urla contro la Belva. Per fortuna da qualche giorno i due si barricano dietro a DUE porte chiuse, le urla si sentono meno e riesco a concludere le mie conference call con un po’ più di serenità.
Sono ormai quasi due mesi che Belva non va a scuola, e gli effetti si vedono. Cattivo umore, urla facili, sempre più restìo a fare i compiti, e compiti fatti sempre peggio – o almeno così dice mia moglie. Ma soprattuto urla facili: inizia a urlare appena si alza, e le ultime urla le tira prima di andare a dormire. E’ così da quando anche mia moglie lavora da casa, e cerca di imporre un minimo di disciplina allo scandire delle ore – ma Belva non sembra aver apprezzato il cambiamento. Mia moglie sperava che pasti regolari e un minimo di attività fisica quotidiana fossero sufficienti per far tornare Belva il bambino simpatico che conoscevamo, lei e la sua fede cieca che la mens sana stia nel corpore sano. Ma non ha fatto i conti col deterioramento cerebrale che l’isolamento sociale procura sui Nani: la disgrafia regna sovrana, l’irrequietezza fisica (calcio, come ci manchi!) non permette alcuna concentrazione mentale, la latitanza delle maestre lo ha reso indifferente a ogni forma di minaccia.
Già, le maestre: ma che fine hanno fatto ‘ste maestre? Ogni settimana ci stampiamo un pacco così di foglietti ed esercizi di ripasso. Unico contatto diretto: “Se avete bisogno, scrivetemi un’email”. Già, ce lo vedo un disgrafico ostile di nove anni che scrive le mail alla maestra. Ho sempre pensato che il programma scolastico d’oggigiorno mirasse solo a sfornare un esercito di impiegatini pronti a chinare il capo, e l’opzione email-alla-maestra ne è una conferma.
Almeno però sono riuscito a farlo leggere. Gli ho comprato un fumetto ispirato ai videogiochi, e scritto dal suo idolo del momento – lo youtuber Lyon. Lui adora Lyon, sta imparando a giocare a Roblox grazie a lui, gli è simpatica perfino la morosa di Lyon, e i suoi amici, insomma ciò che Lyon fa o pensa è cosa buona e giusta. E il fumetto se l’è letto, nel senso proprio di leggere le parole, e non di sfogliare le figure come fa di solito. Nelle settimane scorse già aveva iniziato a leggere piccoli brani dai fumetti di Zerocalcare, ma con Lyon è successo il miracolo e ha letto tutto dall’inizio alla fine. Forse, invece che aspettarmi qualcosa dalle maestre dovrei chiederle a Lyon, le videolezioni.

E’ proprio cresciuto

domenica, settembre 16th, 2018

La mattina si veste da solo. Si guarda al computer qualche video di Minecraft o EvanTube, sgranocchia un’alga, poi alle 7 viene in cucina e fa colazione in buon ordine. Va a lavarsi i denti dopo solo sei-sette volte che insistiamo in un crescendo di voci quasi incazzate, invece di rifiutarsi categoricamente di collaborare solo perché siamo a ridosso della partenza. Si mette i calzini, si mette le scarpe, scende le scale con serenità – sempre dopo sei-sette volte che ribadiamo il da farsi. E’ proprio cresciuto.
Eh lo so cosa gli ha fatto fare lo scatto di crescita: il mio regalo. Sono un papà, certe cose le capisco, perciò a fine estate gli ho regalato – un salasso! – la maglia della Juve, il numero di Ronaldo: il famoso CR7. Da allora tutti lo ammirano: alla drogheria di quartiere gli chiedono se vende la maglietta, gli juventini – anche perfetti sconosciuti per strada – gli fanno i complimenti, gli altri bambini lo invidiano e lo tengono d’occhio. Da quando gli ho regalato la maglietta la vuole sempre indossare, anche ogni giorno, e quando è proprio da lavare guai se mia moglie se la prende troppo comoda nel fare una lavatrice! Ora che è iniziata scuola, poi… Con quella maglia addosso lui si sente più forte, più grande, e a forza di sentirsi tale alla fine lo è diventato.
Mia moglie mi prende in giro, afferma che non posso giudicare un bambino dopo soli tre giorni di scuola – a orario ridotto, fra l’altro. Ma è sempre la solita cinica, non è proprio capace di vedere il lato positivo delle persone. Non capisce niente di maschi, quella!

Smetto quando voglio

venerdì, luglio 10th, 2015

stoned pandaOrmai sono grande, e si vede. Ad esempio: ho cinque anni. Ogni volta che posso indosso la maglietta di Spider Man. So andare sulla bici a pedali, e ho una bici GRANDISSIMA. Mamma mi ha preso gli occhiali nuovi, da grande appunto. Per il mio compleanno ho finalmente ottenuto una pistola, una vera da cowboy, che se voglio ci sono anche gli spari che si inseriscono nel tamburo e fanno PAM!
Tremate gente, arriva il bambino grande! Ta-ta-tata-ta-ta-tà!
Ora che sono grande ho avuto accesso a un dottore nuovo, il dottore delle parole. Le maestre hanno detto a mamma che parlo male, e che deve farmi curare. Perciò siamo andati assieme dal dottore delle parole, cioé il logopedista, che poi è una dottoressa chiamata Signorina Rottermeier, o qualcosa del genere. Questa ci ha spiegato che a forza di ciucciarmi il dito la mia lingua è diventata piatta, pigra e poco mobile, e per questo biascico e non so dire la C, e la G, e manco la S mi viene tanto bene (la R invece la posso storpiare a piacimento, vai a capire). Mi ha insegnato alcuni esercizi da fare durante l’estate, ogni giorno; ah ah ah!, che gran burlona questa signorina Rottermeier, figurati se mi metterò là ogni giorno a perdere tempo, io il bambino grande più figo al mondo, più forte e più coraggioso e più bravo dai tempi dei vampiri (non so cosa c’entri, ma citare i vampiri o gli zombie fa sempre tanto bambino grande).
Le maestre, che come è noto non si fanno mai gli affari loro, hanno anche spifferato a mamma che quando sono in classe mi ciuccio ancora il pollice, e ora mamma è inferocita. Ma io le ho detto: bella zio!, scialla, no problem. Io ora sono grande, ho la pistola nuova. Tengo la pistola in mano, ci vado pure a dormire, e così il dito non si infila in bocca ma resta aggrappato al grilletto. Che ci vuoi fare, noi duri cowboy così viviamo, sempre all’erta contro il nemico. Relax baby, smetto quando voglio; anzi guarda, smetti pure di fasciarmi i pollici ogni sera prima di andare a dormire, perché ho già smesso.

Un bambino in HD

venerdì, dicembre 16th, 2011

Mio figlio è un genio, mio figlio è bellissimo, mio figlio deve avere il meglio. Le foto (che fa mia moglie) non sono sufficienti per documentare cotanta bellezza e meraviglia, allora questo Natale ci regalo la videocamera HD (sempre a mia moglie), in modo da immortalare per sempre le prodezze e le avventure di cotanto pargolo batuffoloso. Mia moglie ha chiesto, l’ingenua, che ce ne facciamo dell’HD: io sono un cane con le riprese, lei comunque va a caso, e non abbiamo neanche computer abbastanza potenti da poter supportare lo standard, o per lo meno devo un po’ organizzarmi per non piantare tutto come è successo qualche giorno fa. Ma come fa a non capire? Un giorno nostro figlio crescerà, capirà quattro acche tecniche e di sicuro, ma proprio DI SICURO, al rivedere i filmini di quando era piccolo mi chiederà:”Babbo, ma che schifo di definizione è mai questa?, per voi valevo solo il prezzo di una tecnologia obsoleta?”. O per lo meno, questo succederebbe se avessi optato per una videocamera normale; ma visto che ho preso una videocamera HD, non succederà! Almeno non per i prossimi 10 anni, spero.
Ora che ho il potente mezzo, potrò immortalare la splendida creatura finché gioca, corre, fa ‘cucù’ con mamma in tutti i posti possibili (anche dietro le proprie mani), disegna, e poi potrò registrare il sonoro, quel suo chiacchiericcio continuo ancora fatto di molte vocali aaaaaaaah eeeeeeeeeeeh, ma composto anche di parole compiute; tipo ormai dice APA’ per acqua, PA’ per papà, BABA per barba, APPA per pappa (cibo), PA’ per iPad o Pimpa, e tante mille varianti del PA/BA con le quali dice anche: pane, pasta, pannolino, coccodrillo, questo, libro, leggere una storia assieme, voglio andare per di qua, grazie papà come sei gentile, l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è pari alla somma dei quadrati costruiti sui cateti, ecc ecc. L’avevo detto che mio figlio è un genio!

Generazione di fenomeni

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Che differenza da noi, questi pupetti. Fin da piccoli sollecitati a scorrere le proprie foto ed i video su sé stessi, cresceranno con un sacco di “ricordi” della propria infanzia: con un’idea chiara di com’erano loro da piccoli, come i loro genitori da giovani, ed avranno una profondità di visione sul passato (ed autocoscienza del presente?) sconosciuta a chi, come noi genitori, ha per ricordo solo poche foto di famiglia, e quel che è rimasto impresso spontaneamente nella memoria infantile. Oggi pomeriggio mentre pisolavo durante il suo pisolo ho pensato: dobbiamo assolutamente disegnargli un albero genealogico, prima che noi ed i nostri genitori ci scordiamo tutto.
Ma a proposito di infanzia condivisa con i supporti tecnologici, qui lo dico e qui lo nego ma l’iPad è UNA FIGATA PAZZESCA: durante la settimana lavorativa, quando Elio ha finito cena ed io voglio smangiucchiare ancora qualcosa, metto l’iPad sulla sedia accanto alla mia e lui se lo guarda/usa là, ci giochiamo assieme e intanto finisco il pasto con calma; oppure le poche volte che papà torna dal lavoro ad un orario umano, mentre il pupo accanto a noi gioca con l’iPad riusciamo a farci una cena assieme senza diventare matti, e potendo masticare alla velocità che ci vuole. Il pupo colora, suona, tocca le favole interattive… che invenzione strepitosa!!! Ed io che avevo preso tanto in giro papà, che si comprava un vizietto tecnologico inutile – un costosissimo vassoietto per servire il caffé.
Ma un’ultima differenza distinguerà quest’infanzia dalla nostra: il servizio clienti. La bellissima macchinina Sevi rottasi dopo sole due settimane, una volta sarebbe rimasta monca col pupetto che ogni volta lamentava il danno col dito; nell’era del servizio clienti, invece, è stata sostituita dall’azienda (Trudi) nel giro di una settimana, con una macchinina nuova ed identica alla precedente. Che felice il pupo quando ha ripreso a giocarci!, speriamo solo che un giorno non trovi che sua mamma è difettosa e chieda che venga sostituita anche lei…