Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

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E’ proprio cresciuto

domenica, settembre 16th, 2018

La mattina si veste da solo. Si guarda al computer qualche video di Minecraft o EvanTube, sgranocchia un’alga, poi alle 7 viene in cucina e fa colazione in buon ordine. Va a lavarsi i denti dopo solo sei-sette volte che insistiamo in un crescendo di voci quasi incazzate, invece di rifiutarsi categoricamente di collaborare solo perché siamo a ridosso della partenza. Si mette i calzini, si mette le scarpe, scende le scale con serenità – sempre dopo sei-sette volte che ribadiamo il da farsi. E’ proprio cresciuto.
Eh lo so cosa gli ha fatto fare lo scatto di crescita: il mio regalo. Sono un papà, certe cose le capisco, perciò a fine estate gli ho regalato – un salasso! – la maglia della Juve, il numero di Ronaldo: il famoso CR7. Da allora tutti lo ammirano: alla drogheria di quartiere gli chiedono se vende la maglietta, gli juventini – anche perfetti sconosciuti per strada – gli fanno i complimenti, gli altri bambini lo invidiano e lo tengono d’occhio. Da quando gli ho regalato la maglietta la vuole sempre indossare, anche ogni giorno, e quando è proprio da lavare guai se mia moglie se la prende troppo comoda nel fare una lavatrice! Ora che è iniziata scuola, poi… Con quella maglia addosso lui si sente più forte, più grande, e a forza di sentirsi tale alla fine lo è diventato.
Mia moglie mi prende in giro, afferma che non posso giudicare un bambino dopo soli tre giorni di scuola – a orario ridotto, fra l’altro. Ma è sempre la solita cinica, non è proprio capace di vedere il lato positivo delle persone. Non capisce niente di maschi, quella!

Smetto quando voglio

venerdì, luglio 10th, 2015

stoned pandaOrmai sono grande, e si vede. Ad esempio: ho cinque anni. Ogni volta che posso indosso la maglietta di Spider Man. So andare sulla bici a pedali, e ho una bici GRANDISSIMA. Mamma mi ha preso gli occhiali nuovi, da grande appunto. Per il mio compleanno ho finalmente ottenuto una pistola, una vera da cowboy, che se voglio ci sono anche gli spari che si inseriscono nel tamburo e fanno PAM!
Tremate gente, arriva il bambino grande! Ta-ta-tata-ta-ta-tà!
Ora che sono grande ho avuto accesso a un dottore nuovo, il dottore delle parole. Le maestre hanno detto a mamma che parlo male, e che deve farmi curare. Perciò siamo andati assieme dal dottore delle parole, cioé il logopedista, che poi è una dottoressa chiamata Signorina Rottermeier, o qualcosa del genere. Questa ci ha spiegato che a forza di ciucciarmi il dito la mia lingua è diventata piatta, pigra e poco mobile, e per questo biascico e non so dire la C, e la G, e manco la S mi viene tanto bene (la R invece la posso storpiare a piacimento, vai a capire). Mi ha insegnato alcuni esercizi da fare durante l’estate, ogni giorno; ah ah ah!, che gran burlona questa signorina Rottermeier, figurati se mi metterò là ogni giorno a perdere tempo, io il bambino grande più figo al mondo, più forte e più coraggioso e più bravo dai tempi dei vampiri (non so cosa c’entri, ma citare i vampiri o gli zombie fa sempre tanto bambino grande).
Le maestre, che come è noto non si fanno mai gli affari loro, hanno anche spifferato a mamma che quando sono in classe mi ciuccio ancora il pollice, e ora mamma è inferocita. Ma io le ho detto: bella zio!, scialla, no problem. Io ora sono grande, ho la pistola nuova. Tengo la pistola in mano, ci vado pure a dormire, e così il dito non si infila in bocca ma resta aggrappato al grilletto. Che ci vuoi fare, noi duri cowboy così viviamo, sempre all’erta contro il nemico. Relax baby, smetto quando voglio; anzi guarda, smetti pure di fasciarmi i pollici ogni sera prima di andare a dormire, perché ho già smesso.

Un bambino in HD

venerdì, dicembre 16th, 2011

Mio figlio è un genio, mio figlio è bellissimo, mio figlio deve avere il meglio. Le foto (che fa mia moglie) non sono sufficienti per documentare cotanta bellezza e meraviglia, allora questo Natale ci regalo la videocamera HD (sempre a mia moglie), in modo da immortalare per sempre le prodezze e le avventure di cotanto pargolo batuffoloso. Mia moglie ha chiesto, l’ingenua, che ce ne facciamo dell’HD: io sono un cane con le riprese, lei comunque va a caso, e non abbiamo neanche computer abbastanza potenti da poter supportare lo standard, o per lo meno devo un po’ organizzarmi per non piantare tutto come è successo qualche giorno fa. Ma come fa a non capire? Un giorno nostro figlio crescerà, capirà quattro acche tecniche e di sicuro, ma proprio DI SICURO, al rivedere i filmini di quando era piccolo mi chiederà:”Babbo, ma che schifo di definizione è mai questa?, per voi valevo solo il prezzo di una tecnologia obsoleta?”. O per lo meno, questo succederebbe se avessi optato per una videocamera normale; ma visto che ho preso una videocamera HD, non succederà! Almeno non per i prossimi 10 anni, spero.
Ora che ho il potente mezzo, potrò immortalare la splendida creatura finché gioca, corre, fa ‘cucù’ con mamma in tutti i posti possibili (anche dietro le proprie mani), disegna, e poi potrò registrare il sonoro, quel suo chiacchiericcio continuo ancora fatto di molte vocali aaaaaaaah eeeeeeeeeeeh, ma composto anche di parole compiute; tipo ormai dice APA’ per acqua, PA’ per papà, BABA per barba, APPA per pappa (cibo), PA’ per iPad o Pimpa, e tante mille varianti del PA/BA con le quali dice anche: pane, pasta, pannolino, coccodrillo, questo, libro, leggere una storia assieme, voglio andare per di qua, grazie papà come sei gentile, l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è pari alla somma dei quadrati costruiti sui cateti, ecc ecc. L’avevo detto che mio figlio è un genio!

Generazione di fenomeni

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Che differenza da noi, questi pupetti. Fin da piccoli sollecitati a scorrere le proprie foto ed i video su sé stessi, cresceranno con un sacco di “ricordi” della propria infanzia: con un’idea chiara di com’erano loro da piccoli, come i loro genitori da giovani, ed avranno una profondità di visione sul passato (ed autocoscienza del presente?) sconosciuta a chi, come noi genitori, ha per ricordo solo poche foto di famiglia, e quel che è rimasto impresso spontaneamente nella memoria infantile. Oggi pomeriggio mentre pisolavo durante il suo pisolo ho pensato: dobbiamo assolutamente disegnargli un albero genealogico, prima che noi ed i nostri genitori ci scordiamo tutto.
Ma a proposito di infanzia condivisa con i supporti tecnologici, qui lo dico e qui lo nego ma l’iPad è UNA FIGATA PAZZESCA: durante la settimana lavorativa, quando Elio ha finito cena ed io voglio smangiucchiare ancora qualcosa, metto l’iPad sulla sedia accanto alla mia e lui se lo guarda/usa là, ci giochiamo assieme e intanto finisco il pasto con calma; oppure le poche volte che papà torna dal lavoro ad un orario umano, mentre il pupo accanto a noi gioca con l’iPad riusciamo a farci una cena assieme senza diventare matti, e potendo masticare alla velocità che ci vuole. Il pupo colora, suona, tocca le favole interattive… che invenzione strepitosa!!! Ed io che avevo preso tanto in giro papà, che si comprava un vizietto tecnologico inutile – un costosissimo vassoietto per servire il caffé.
Ma un’ultima differenza distinguerà quest’infanzia dalla nostra: il servizio clienti. La bellissima macchinina Sevi rottasi dopo sole due settimane, una volta sarebbe rimasta monca col pupetto che ogni volta lamentava il danno col dito; nell’era del servizio clienti, invece, è stata sostituita dall’azienda (Trudi) nel giro di una settimana, con una macchinina nuova ed identica alla precedente. Che felice il pupo quando ha ripreso a giocarci!, speriamo solo che un giorno non trovi che sua mamma è difettosa e chieda che venga sostituita anche lei…