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L’occhio di Sauron

di Babbo scritto il 18 Maggio 2017
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Occhio di Sauron

Sono un babbo fortunato. In quanti per il loro compleanno ricevono un biglietto di auguri con l’occhio di Sauron e una battaglia fra orchi? D’altra parte, se papà trascorre l’inverno a guardare col suo bambino (mezzo film alla volta) tutto il ciclo del Signore degli Anelli e tutto il ciclo de Lo Hobbit, poi non può pretendere un biglietto pieno di sorrisi e cuoricini. Ho creato io questo mostro.
Oltre ai film, la creatura ci ha chiesto di iniziare coi libri. Almeno con quelli siamo andati in ordine: prima Lo Hobbit, e ora siamo a un terzo de Il Signore degli Anelli. Presumo non siano questi i testi di riferimento, quando i pedagoghi invitano i genitori a leggere ad alta voce ai pargoli; peccato, perché quelle astruse canzoncine e quegli assurdi nomi elfici sono un vero toccasana per l’intorpidimento cerebrale della creatura. Anche quando il pupo è in castigo e si fa tutto il weekend senza tv, il libro torna molto utile per passarsi il pomeriggio. Per fortuna la bibliotecaria ha compreso il problema e ci ha ceduto il libro a prestito praticamente semestrale.
Nel frattempo il pupo continua a nascondersi sotto alla coperta quando guarda Scooby Doo in televisione, anche alla decima volta che vede lo stesso episodio – l’entrata in scena del mostro lo spaventa sempre. Mentre gli orchi e gli uruk-hai no, quelli più sono brutti e deformi più il pupo è contento. Vai a capire.
Mia moglie pur essendo disoccupata mi pare esaurita come prima. Perseguita il pupo per ogni sciocchezza: e se non sta seduto composto, e se ci mette troppo per vestirsi, e se pronuncia male la S… mi sa che è lei l’occhio di Sauron! E poi c’è quest’aria da Anello del Potere: il pupo ora è molto meno riottoso quando c’è da fare i compiti, si risparmia le scenate quando qualcuno gli dice ‘no’, quando rientra da scherma sembra pure un bambino grande. Uno sta via qualche giorno per lavoro, e quando torna trova una famiglia quasi normale – da non crederci. Ma mia moglie resta un’esaurita: mi costringe a cambiare il pigiama quando cammina da solo, mi costringe a sistemare la pila di vestiti che ingombra la mia sedia, mi costringe a lavarmi e a sistemarmi la barba. Appena scopro dove tiene ‘sto benedetto Anello, vado a buttarlo nell’Etna.

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Categorie: Cose così, giochi di ruolo

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