Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

Archivio per la categoria ‘Cose così’

Diario

venerdì, giugno 5th, 2020

22 Maggio
Caro diario, l’altro ieri mi sono scaricato un videogame davvero fantastico. Si chiama Goat Simulator sei. E’ una capra che può fare quello che vuole, l’obiettivo è raccogliere le statuette. Il mio mondo preferito è quello della capra zombie – ma non l’ho ancora sbloccato. Domani forse lo sbloccherò.
28 Maggio
Caro diario, ieri ho tagliato l’erba di tutto il giardino dei nonni con il tosaerba. Era faticoso, ma vabbè. Ero vestito con t-shirt, pantaloni corti e ancora sudavo, sudavo. Alla fine sono stato contento di tutto il lavoro fatto.
29 Maggio
Caro diario, da grande voglio far parte della Swat, che una associazione anti-criminali. Hanno giubbotto anti-proiettile, pistola, sniper, M16, taser e manette. Mi piace perché potrò aiutare le persone. Questo è un sogno.
3 Giugno
Caro diario, questo fine settimana sono andato a prendere la bici nuova. C’era un sacco di fila, siamo arrivati alle 16:00 e ce ne siamo andati alle 18:00. La bici è verde, blu e nera. Poi ieri ho fatto un bel giro in bici con la mamma.
4 Giugno
Caro diario, ho un cane che si chiama Whisky. E’ un cocker, ha le orecchie lunghe, col pelo dal colore come il liquore whisky. Lo vizio con un biscotto al giorno. Due settimane fa l’abbiamo tosato, aveva un sacco di nodi nel pelo. L’ho soprannominato ‘talpone’.

L’occhio di Sauron

giovedì, maggio 18th, 2017

Occhio di Sauron

Sono un babbo fortunato. In quanti per il loro compleanno ricevono un biglietto di auguri con l’occhio di Sauron e una battaglia fra orchi? D’altra parte, se papà trascorre l’inverno a guardare col suo bambino (mezzo film alla volta) tutto il ciclo del Signore degli Anelli e tutto il ciclo de Lo Hobbit, poi non può pretendere un biglietto pieno di sorrisi e cuoricini. Ho creato io questo mostro.
Oltre ai film, la creatura ci ha chiesto di iniziare coi libri. Almeno con quelli siamo andati in ordine: prima Lo Hobbit, e ora siamo a un terzo de Il Signore degli Anelli. Presumo non siano questi i testi di riferimento, quando i pedagoghi invitano i genitori a leggere ad alta voce ai pargoli; peccato, perché quelle astruse canzoncine e quegli assurdi nomi elfici sono un vero toccasana per l’intorpidimento cerebrale della creatura. Anche quando il pupo è in castigo e si fa tutto il weekend senza tv, il libro torna molto utile per passarsi il pomeriggio. Per fortuna la bibliotecaria ha compreso il problema e ci ha ceduto il libro a prestito praticamente semestrale.
Nel frattempo il pupo continua a nascondersi sotto alla coperta quando guarda Scooby Doo in televisione, anche alla decima volta che vede lo stesso episodio – l’entrata in scena del mostro lo spaventa sempre. Mentre gli orchi e gli uruk-hai no, quelli più sono brutti e deformi più il pupo è contento. Vai a capire.
Mia moglie pur essendo disoccupata mi pare esaurita come prima. Perseguita il pupo per ogni sciocchezza: e se non sta seduto composto, e se ci mette troppo per vestirsi, e se pronuncia male la S… mi sa che è lei l’occhio di Sauron! E poi c’è quest’aria da Anello del Potere: il pupo ora è molto meno riottoso quando c’è da fare i compiti, si risparmia le scenate quando qualcuno gli dice ‘no’, quando rientra da scherma sembra pure un bambino grande. Uno sta via qualche giorno per lavoro, e quando torna trova una famiglia quasi normale – da non crederci. Ma mia moglie resta un’esaurita: mi costringe a cambiare il pigiama quando cammina da solo, mi costringe a sistemare la pila di vestiti che ingombra la mia sedia, mi costringe a lavarmi e a sistemarmi la barba. Appena scopro dove tiene ‘sto benedetto Anello, vado a buttarlo nell’Etna.

Non voglio andare a scuola

venerdì, settembre 19th, 2014

Back to school“Cara Maestra, sono al mare e non voglio tornare a scuola. Mai mai più”. Questa la letterina scritta per gioco dal pupo durante l’estate; ma allora la scuola era in secondo piano, tutto era solo vacanza. Poi, la settimana prima della scuola c’è stata la sagra del paese con le giostre, dove Marco e Mirco l’han trascinato sul calcinculo per bimbi, e lui essendo in loro compagnia non ha battuto ciglio; figuriamoci se pensava alla scuola.
Infine, durante il weekend precedente al fatidico 15 Settembre lui ci ha spiegato che non voleva tornare a scuola, e noi gli abbiam spiegato che ci sarebbe andato lo stesso. Per festeggiare la fine delle ferie domenica abbiam trovato una sagra coi gonfiabili, si è stancato per bene e fatta la giornata.
Lunedi mattina durante colazione, lui sempre civilissimo spiega che non vuole tornare a scuola. Durante il viaggio in macchina ribadisce a più riprese il concetto. Arriviamo, parcheggio e quello “Io non scendo”; ma poi scende civilmente. Ha pure accettato di restare a scuola, malgrado la scoperta che hanno cambiato aula e bagni e tutto.
“Ora di giovedi mi uccide”, pensavo, e invece è iniziato tutto martedi verso le 6, quando mi sono alzata; quelle classiche crisi che tutto è un problema, a prescindere. Avevo duemila mestieri piantati per casa, a un certo punto l’ho ignorato e sono andata a farli, il che l’ha calmato un po’. L’anno prossimo col fischio che permetto a suo padre di star via per lavoro dal lunedi al mercoledi, proprio la settimana che inizia la scuola; se il bambino sbrocca voglio essere in due, e poi se c’è il babbo per casa secondo me il pupo sbrocca meno. Non avendo altre risorse gli ho cacciato in mano una boccetta di fermenti lattici, non c’è niente di meglio per placare gli animi e far ragionare la mente. Poi a scuola, tutti civili a quel punto – Marco e Mirco santi subito!
Mercoledi l’ho dovuto prendere in braccio ancora prima di arrivare ai cancelli; non voleva mollarmi, e blandisci e bacia e abbraccia, alla fine è rimasto con Marco e Mirco. Giovedi ancora più appiccicoso, poi stamattina una sanguisuga (in maglietta gialla, perché Mirco era vestito di giallo il giorno prima).
Almeno non piange non si dimena non scalcia. Quest’anno è di una civiltà squisita, e non ha fatto scenate da mulo-che-non-si-schioda, né a casa né fuori da scuola. Per quanto durerà?

Maggiociondoli, lillà, paulownie e tigli

lunedì, maggio 5th, 2014

flower pandaQuest’anno il tempo mi ha proprio piallato. Ricordo che erano appena fiorite le peonie, quei cespugli discreti dai fiori pastello, quando un momento dopo è esploso il colore: maggiociondoli (in Aprile!, alla faccia del nome), lillà, glicini e rose. Da una settimana è il turno delle paulownie, con quella loro aria da giganti buoni che vegliano sui dintorni; e i tigli hanno i fiori pronti, col fischio che aspetteranno Giugno per invadere l’aria col loro profumo d’estate.
O è la stagione ad essersi accavallata in un periodo più breve del solito (in ditta abbiam venduto fiumi di antistaminici), o sono io che fra malattie&co ho perso di vista lo scorrere del tempo. Quella che a Marzo era stata un’influenza, con Aprile è diventata bronchite; vai di antibiotico ed ulteriori assenze dal lavoro, col pupo che partiva la mattina e tornava la sera dopo le 21 dichiarandomi “Ti voglio bene”, da quanto poco mi vedeva. Ora di Pasqua spunta fuori una vecchia conoscenza, l’eritema nodoso: dagli anche di cortisone. Le disgrazie sembravano non avere fine. Per fortuna avevamo già programmato una settimana di ferie, e complici le brutte previsioni del tempo ci siam piazzati a Belluno, dagli altri nonni; non so se si stia meglio in un hotel a 4 stelle o in casa da propria mamma, a fare poco e niente.
Mentre cercavo di farmi una ragione che fosse già fine Aprile – che fine aveva fatto il tempo? – il Nano giocava col cugino che ormai fa la terza elementare. Da allora ragiona di più e meglio, gli ha fatto bene la compagnia di un bambino più grande.
Infine siamo tornati alla vita normale. Immaginavamo una settimana leggera visto il ponte del 1° Maggio, invece lunedi esplode la bomba: molla l’ufficio e corri a scuola, il distretto sanitario deve somministrare un antibiotico a tutti i bambini, c’è stato un caso di meningite. Recupero il bambino (che si evita la profilassi essendo stato in ferie nella settimana del possibile contagio), faccio spesa, mollo il pupo al nonno e vado ad un colloquio di lavoro; torno a stra-ore, prelevo il pupo e finalmente si rientra a casa. Solo dopo aver addormentato il pupo mio marito mi rivela che la compagna di scuola ammalatasi di meningite, è già morta. Non chiudo occhio tutta la notte.
Dài i nani per scontati, ma è vero di punto in bianco potrebbero non esserci più; è vero, ma meglio non pensarci. Pensi che la morte è più difficile da accettare qui, dove un buon tenore di vita la rende più rara e quasi invisibile, e dove c’è un enorme investimento di forze ed emozioni sui pochi bambini circolanti. Ti racconti che deve essere più facile per una donna del terzo mondo, se hai sei o sette figli fa niente se ne perdi uno per strada; ma suona una palla micidiale. Il fatto è che non ti capaciti come una pupetta bionda e simpatica possa essersene andata così, in un battibaleno, e per reazione ti coccoli tuo figlio come se non lo vedessi da una settimana, lo consumi di scherzi e tenerezze. Solo il funerale pieno di musiche e bambini placa un po’ l’irrequietezza, il parroco fa ‘tanaliberatutti!’ con grande saggezza e senso del proprio ruolo. Per fortuna esistono i riti, mi ritrovo a pensare.
Poi non resta che leccarsi le ferite e riprendere il normale tran-tran settimanale. Con le giornate lunghe, dopo cena il piccolo insiste per scendere a “giocare con le bambine”, ovvero giocare in cortile coi figli dei vicini (tutti in età da scuola elementare); pur di vedersi accordato questo svago non succhia il pollice e fa molti meno capricci. Mamma si piazza su una panchina, un po’ legge e un po’ chiacchiera con le bambine, e intanto il nano fa il cercatore d’oro come ha visto alla TV (dai nonni), trova pepite inventa storie, e non fa scenate all’ora di rientrare perché sa che se è buono stasera, si guadagnerà un’altra uscita domani. Ragionevole ed alto oltre un metro: non lo riconosco più.

L’unico sano / è il Nano

mercoledì, marzo 19th, 2014

dinosaur crash test“E un’altra teoria cosa dice?”, chiede La Belva di punto in bianco; magari la sera finché si fa mettere il pigiama, o durante il pranzo, o a qualsiasi ora in generale. Si riferisce alle varie teorie circa l’estinzione dei dinosauri, un argomento che adora e che inizia puntualmente con questa domanda. Dei dinosauri al momento gli interessa poco, ma ‘sta cosa dell’estinzione lo prende tantissimo.
“Un’altra teoria dice che ci fu un’intensa attività vulcanica”, rispondo di solito io, il boccalone, “il cielo fu oscurato dalla polvere, e la terra diventò così fredda che tutti i dinosauri morirono di freddo.””E un’altra teoria cosa dice?”, torna alla carica quello.
“Un’altra teoria dice che la terra era diventata troppo calda, nascevano solo dinosauri femmina e così si sono estinti tutti.”
“E un’altra teoria cosa dice?”.
“Poi c’è quella teoria che dice, che siccome i bambini di dinosauro facevano troppe domande, i dinosauroni se li sono mangiati e a quel punto si sono estinti.”
“Eh eh eh”, il Nano coglie il riferimento e lo apprezza. Ne approfitto e propongo un diversivo: “Vuoi che guardiamo un po’ di Krakatoa? O come si produce l’Asiago DOP? O i Cercatori d’Oro?”. Il Nano infatti se ne strafrega dei cartoni animati, e passerebbe ore davanti ai documentari di ogni genere; almeno finché guarda quelli, tace. Purtroppo però, anche in divano davanti alla tv (o per meglio dire: YouTube visto alla tv) bisogna impegnarsi perché dopo lui interroga. “Come si fa il formaggio DOP?”, ti chiede a bruciapelo magari a colazione; “Si prende la cacca…” provo a svicolare io, ma “NO!” corregge lui, “si prende il latte della sera prima…”, e avanti. In questi casi io e mia moglie ci guardiamo, pensando a quanto eravamo imbambolati noi a questa stessa età: invece eccolo qua il Nano, neanche 4 anni e sa già cos’è la digestione, la nube piroclastica e il caglio. Che bambini grandi.
Neanche l’influenza portata a casa da mamma lo abbatte. Mia moglie passa tre giorni sempre a letto, io mi becco la-tosse-della-morte e non riesco più ad alzarmi dal divano, e ‘st’altro invece si accascia un po’ finché fa effetto la supposta, poi riparte e accende il motosega “Ora taglio il letto!”, cavandosela con un giorno di febbre. Per fortuna poi è arrivato il nonno a portarselo via, o l’avremmo strangolato e ci saremmo estinti, come i dinosauri.
Abituato a sentirlo cantare “La Montanara” o l’inno degli Alpini, il nonno la sera ce lo riporta chiedendoci, ma che nuova canzone ha imparato? E allora tu sospiri, e gli spieghi che la puntata di Ulisse “La furia dei vulcani”, che in famiglia ormai conosciamo a memoria, accompagna l’esplosione del Krakatoa con un motivetto pomposo che al pupo piace moltissimo; ce l’ha fatto cantare per giorni finché non l’ha imparato anche lui. E’ la Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak, spieghi. Il nonno, ex operaio ed attuale contadino, non ha idea di cosa dici ma se son cose che piacciono al pupo, son belle di certo.
Per fortuna ogni tanto fa i capricci, e ti consoli che in fondo hai un bambino normale. Con me spesso via per lavoro e mia moglie un po’ desperate working-woman, fa piacere che almeno un membro della famiglia sia in forma, spassoso e sempre curioso di scoprire cose nuove.

Il maialino Tippy

giovedì, agosto 29th, 2013

pig and panda(sulle note de “Il coniglietto Tippy”)
Il Maialino Tippy
voleva fare pippi
ma non c’era il bagno
e allora la fa per strada
tumpiti-tumpiti-tum
Lui tira fuori il ciccio
e fa un getto di piscio
ma poi arriva il vigile
che gli dà la multa
Il maialino dice
ho una brutta malattia
ma il vigile risponde
mi dia il certificato medico
tumpiti-tumpiti-tum
Son soddisfazioni quando improvvisi una canzone scema, al pupo piace e comincia a cantarla più volte al giorno, memorizza il testo e la canta anche dai nonni… Sarà il suo esorcismo per l’imminente inizio della Materna, e relativo abbandono del pannolino. Beh tanto al pannolino ci penserà mia moglie, mentre io mi occupo dell’entertainment terapeutico – alla canzone di solito segue la scenetta: il vigile gli dà la multa, lui si mangia la multa, il babbo-vigile lo mette in prigione, lui inonda di pipì la cella e fa pure la cacca, e varianti ad libitum.

Sniff sniff

martedì, luglio 30th, 2013

passano le stagioniE così i primi due anni di Nido sono andati. Puff! Domani dovrò salutare le maestre: come faremo senza di loro?
Sono state brave maestre non solo per il piccolo, ma anche per noi: tipo quando pensavi che tuo figlio fosse psicopatico / isterico / ritardato / violento, bastava una parola con la maestra e ridimensionavi tutto, capendo che i pupi in fondo sono così, vanno a periodi. Le maestre del Nido sono proprio bravissime, come faremo ad abituarci alle maestre della Materna? Le immagino come tante Signorine Rottermeier, brrr…
Già, la Materna. La mamma di un ex compagno di Elio, Ruggero, che ha iniziato la Materna l’anno scorso, mi ha spiegato che a fine Agosto riceveremo via posta La Convocazione, ovvero l’invito alla riunione preparatoria – che si svolgerà solo una settimana prima l’inizio lezioni! In quella sede ci verranno comunicate:
– date dell’anno scolastico
– modalità dell’inserimento nuovi iscritti
– materiali personali del piccolo da reperire/organizzare in quei pochi giorni
– orari della struttura. Tipo la mamma di Ruggero, che l’aveva iscritto l’anno scorso per questione di orari, non sa se nell’anno a venire gli orari verranno mantenuti – ci sono le risorse? – e lo scoprirà solo una settimana prima dell’inizio scuola. Se accetteranno i pupi solo dopo le 8 del mattino che dovrà fare, cambiare lavoro?!
Insomma benvenuti alla Materna, altro che l’organizzazione svizzera del Nido…
Un altro “Sniff!” va alla mia insegnante di Taichi, che è approdata in Cina per la prima volta in vita sua. Per lei è una grande avventura, e per me un grande intorcolamento di budella, che in Cina non ci torno ormai da cinque anni – abbastanza per non riconoscere più i posti dove hai vissuto, dati quei ritmi forsennati di evoluzione urbanistica. Cerco di affogare la nostalgia nei romanzi di kungfu (il genere wuxia), da una parte spiacendomi che la mia insegnante non sappia il cinese, e non possa quindi leggere queste meraviglie, e dall’altra meditando che se mai mi troverò a casa disoccupata, mi metterò a tradurre questa roba in italiano: in fondo i libri sono molto più interessanti dei film che ultimamente van tanto di moda.
E così mi è venuta voglia di essere disoccupata, e di mandare a quel paese il mio lavoro del piffero; ma forse non ci sarà neanche bisogno di scelte drastiche, più probabile che ci coleremo a picco da soli. Probabilmente avrò giusto il tempo di terminare il romanzo (son pur sempre quattro volumi), e mi ritroverò tutto il tempo per tradurlo!

Giardinaggio compulsivo

venerdì, maggio 10th, 2013

garden pandaMa perché nessuno si fa i fatti suoi? E’ Maggio, piove o diluvia o tempesta tre giorni si ed uno no, tocca andare in giro in maniche lunghe ma basta un filo di sole e già viene un caldo rospo, al Nido ci ammaliamo come d’inverno perché usciamo poco, e poi mi stressano quando passo il pomeriggio in orto dal nonno! Ma scherziamo??? Che si facciano loro l’aerosol, che si mangino loro la merenda, che si bevano loro l’acqua, io devo cogliere l’attimo: vai di tagliaerba, vai di decespugliatore, vai di tosasiepi. Che con tutta ‘sta pioggia l’erba cresce in fretta.
Per fortuna almeno il nonno mi capisce, e mi lascia fare quello che voglio. Taglio taglio taglio, corro avanti indietro e ancora avanti e di nuovo indietro, decespuglio qua, sfrondo là, ammazza se è dura fare il contadino, e chi ha il tempo di mangiare? Tanto più che quando torno da scuola crollo spesso addormentato, e di ore utili nel pomeriggio non ne restano poi tante, sempre se non piove fra l’altro. Pioggia maledetta! Beh almeno l’altra nonna mi ha comprato un ombrellino tutto mio – bello! – così se piove nel wend posso uscire lo stesso, almeno in città non c’è la scusa del fango.
Poi la sera son stanchino, lo ammetto, magari anche un po’ isterico (avrò preso dal babbo) o garrulo (avrò preso dalla mamma), a volte salto la cena e voglio solo il divano ed un cartone animato (avrò preso dal babbo), altre volte se mi riposo con la mamma mi ripiglio, insomma ogni sera è un’opera a finale aperto. Però, mi chiedo, come fanno a non vederla? Tutta questa erba da tagliare: in giardino dal nonno, lungo le strade, nel giardino di scuola, nel giardino condominiale, in salotto e in corridoio a casa. BISOGNA tagliarla. L’erba, i fiori, tutto. BISOGNA.

Castori e turbine

sabato, febbraio 23rd, 2013

panda and beaver flyingLo capisci dalle piccole cose: tuo figlio è un genio. Ultimamente quando c’è da farsi l’aerosol – quindi ogni pomeriggio di tutti i santi giorni, da inizio Autunno a fine Primavera – lo youtubenauta è diventato molto esigente: falciatrici per ore ma solo quelle di marca Krone, centrali idroelettriche ed animazioni 3D sul funzionamento delle turbine Pelton, tornei di motosega, e un documentario scientifico e dettagliatissimo sulla vita dei castori. Ormai la Pimpa è diventata una rarità, il Gatto Nero un amarcord d’infanzia.
Sarà merito del babbo, che è stato dotato dalla mamma di seggiolino auto proprio: ora almeno una volta alla settimana sono io che accompagno il pupo al Nido, e vado a prenderlo la sera dai nonni. Che gusto la mattina, mamma dice “Andiamo a scuola” e lui protesta “Con papà!”. Che con la mia auto possiamo tenere il seggiolino al centro, e c’è una vista panoramica meglio di Google Earth. E i risultati si vedono: una curiosità instancabile, tutto suo padre. Non a caso ha iniziato un rapporto compulsivo con “Il libro dei mestieri” di Scarry: se lo farebbe leggere e rileggere trecento volte di fila, e in assenza di lettori se lo sfoglia e commenta da solo.
E che dire della musica? Ha imparato a soffiare nella tromba giocattolo, tenendo le labbra nella posizione corretta. Con l’aerosol a volte chiede video di trombe e fiati, e ha una gran passione per la tuba – lo strumento suonato nell’amato libro illustrato “I lupi che escono dai muri”. Chiama le arachidi salt peanuts da quando ha sentito l’omonimo brano, e mamma in macchina ha sospeso Nick Drake per passare a “Jazz at Massey Hall”, che non sembra spiacergli.
Se con queste premesse mi finirà fan di Ben Ten ed appassionato di ritornelli insulsi da mini-club, lo disconosco.

I requisiti

venerdì, gennaio 25th, 2013

just not fitLo vedo che mamma è preoccupata. Dopo lavoro viene a prendermi più tardi, e nel weekend mi porta a visitare questi posti nuovi, che somigliano un po’ a scuola mia ma che non sono scuola mia. Da quanto ho capito, l’anno prossimo non andrò ad una scuola ma a TRE: tante sono quelle dove verrò iscritto. Bene, così ogni mattina potrò decidere dove voglio andare. Mamma dice che tocca fare così perché non ho i requisiti: bisogna trovare una scuola vicino ai nonni, dove loro son comodi a venirmi a prendere, ma essendo io un “fuori-comune” (mamma lo dice guardinga, come fosse una parolaccia) in qualsiasi graduatoria sarò sempre l’ultimo della lista.
D’altra parte, anche io: ho entrambi i genitori che lavorano lontani da dove abitiamo; ho entrambi i genitori in vita, e non sono separati; non ho almeno una sorella o un fratello che già frequenta la materna o le elementari o le medie nello stesso comprensorio; non ho un fratello gemello; non sono portatore di handicap; non vengo da una famiglia indigente, nel senso che non facciamo la fame totale secondo la Dichiarazione ISE; non ho almeno cinque anni. Praticamente, non sono nessuno! Come ha riassunto il Dirigente Scolastico: chi ha i requisiti è abbastanza sicuro di entrare, chi non li ha…
Puntini puntini. Boh, ma secondo loro dopo due anni di Nido (un bel Nido entusiasmante, che ti diverti ne combini e trovi i tuoi amici del cuore), se fra le materne nei dintorni dei nonni non c’è posto per uno sporco “fuori-comune”, poi dovrò restarmene a casa senza poter proseguire la scuola? Trasecolo (mia mamma trascolora, quando ci pensa). O devo costringere mia mamma a licenziarsi, così può iscrivermi alla materna di quartiere, dove verrò ammesso e dove lei verrà a prendermi dopo aver atteso a casa che passino le ore? Certo, l’alternativa sarebbe iscrivermi in quartiere poi mollarmi a scuola dalle 8 alle 18 – le 18 ad essere ottimisti; oppure a scuola dalle 8 alle 16 e poi varie ore con una baby-sitter. Ma che razza di vita sarebbe?
Resta sempre l’alternativa alla cinese: i miei genitori dovrebbero registrarmi come residente a casa dei nonni. In fondo basta rinunciare alla patria potestà… e che sarebbe, tanto qua comando io!!!