Tana dei Panda

bambini si nasce, panda si diventa

Archivio per la categoria ‘vita da Fantozzi’

Il giunco si piega ma non si spezza

martedì, novembre 14th, 2017

‘Sto cazzo di giunco… ma come farà a non spezzarsi mai? Chissà se anche lui è femmina, e affronta i classici problemi del caso:
1) lavoro nuovo, otto ore al giorno, in settore nuovo di pacca dove bisogna imparare quasi tutto. E dove essendoci un’organizzazione da azienda artigianale, nessuna sa cosa significhi la parola ‘organizzazione’ e i flussi di informazioni sono tutti gelosamente custoditi nelle teste dei vari colleghi.
2) mal di schiena ricorrente da vecchiaia che avanza.
3) maestre in fibrillazione. La creatura in classe si distrae facilmente, commette tanti errori; che sia disgrafico?, che abbia problemi di apprendimento?, che sia semplicemente più furbo che santo? Chiaro a tutti è che scrive come una gallina. Ma insomma, ha sputato sangue per imparare lo stampatello l’anno scorso, era contento di iniziare la seconda elementare, ma ecco che deve cominciare da capo col sangue per imparare il corsivo; detta fra noi, c’è da capirlo. Le maestre intanto invocano gli psicologi, la risonanza magnetica al cervello, la mano bionica, insomma dopo un mese di scuola già lui – ed io di conseguenza – veniamo messi in croce perché la performance non rientra nei parametri previsti da ‘o sistema (scolastico). Dopo un mese un colloquio, dopo un altro mese un altro colloquio, non so più cosa pensare.
4) l’unica serata libera che ho, funziona così: porto il bambino a casa, preparo la cena e tavola per lui e marito, metto su una lavatrice; il marito passa la porta, io schizzo fuori per arrivare in tempo alla mia ginnastica, sudo e mi impegno, poi torno a casa, porto fuori la spazzatura, mangio, lavo i piatti, stendo la biancheria, preparo la tavola per la colazione del giorno dopo, infine ore 23 avanzate mi lavo e striscio a letto. Ed è solo lunedì.
Per fortuna la baby-sitter è molto brava, sa gestirsi il pupo, è affettuosa, e ha uno splendido gatto. Almeno un punto di riferimento.

Tutto quello che non ho fatto

giovedì, gennaio 12th, 2017

Cacca di pandaCi sono molte cose che non ho fatto a Hong Kong.
Non ho fatto shopping sfrenato. Nello specifico, io non possiederò mai della inutile ma stupenda cancelleria giapponese, e mia moglie non è riuscita a comprarsi neanche un semplice calendario da tavolo cinese.
Non ho gironzolato per mercatini notturni di street food.
Non ho passeggiato lungo la riva, quindi non ho potuto fotografare l’impronta nel cemento lasciata dalle mani di Stephen Chow.
Non ho passato la porta neanche a uno dei numerosissimi posticini elencati nella mia wishlist di cibo.
Non sono stato in cima al Peak.
Non ho visto neanche da lontano i Nuovi Territori.
Non ho fatto un giro in battello verso qualche isola.
Non ho gironzolato per qualche quartiere fatto di stradine e negozietti e cazzatine.
Non ho visitato neanche un tempietto taoista.
Non ho mai speso tanti soldi prima d’ora, al solo scopo di contemplare mio figlio che gioca da un parco pubblico all’altro.
Prima che partissimo, degli amici di mia moglie ci avevano chiesto: come mai portate a Hong Kong pure il piccolo, che a quest’età gli andava bene anche Rovereto? Ho trascorso una settimana a farmi questa stessa domanda, e a sentirmi una cacca. Anzi: una cacca di panda.

Scusa se sono il babbo

mercoledì, giugno 26th, 2013

dimenticatoE’ bello prendersi una settimana di ferie, tutti e tre assieme al mare, finalmente. Vita di famiglia, fatta di tante piccole soddisfazioni, e sembran piccole ma poi, vuoi mettere, son cose che ti tengono in piedi quando la vita si fa dura, son cose che restano eh.
Tipo quando tuo figlio passa la mattina a seguire il giardiniere, mentre taglia l’erba nel parco dell’hotel: prima vedi ‘sto armadio d’uomo col suo tagliaerba super-professional, poi a debita distanza arriva il nanetto, sempre dietro ma senza dar fastidio. Gli altri bambini dell’hotel a tratti si uniscono al gruppo e fanno una piccola coda di nani – beh gli altri son tutti più grandi, a dire il vero – ma solo il nostro è preciso, si tiene ben dietro e non dà mai fastidio, gli altri – principianti! – sono ora avanti ora indietro, un po’ fra i piedi a dirla tutta, e si vede che il giardiniere taglierebbe anche loro non fosse che si stufano presto, e passano ad altro. Mentre il Nano sempre dietro, non molla, e sai che gli frega degli altri bambini.
Nel frattempo mamma e papà potrebbero anche essere morti, che importa. Quella fastidiosa di mia moglie ne approfitta per leggere, io mi rodo a bordo campo. Per fortuna del Nano, la temperatura non è poi così eccelsa e non c’è fretta di andare in spiaggia, poi mentre pedina il giardiniere digerisce la colazione (un uovo sodo!), e ci evitiamo la congestione in spiaggia – che poi chi lo spiega alle nonne.
Quando il giardiniere ha finito, il pupo ti fa notare che è bravo come il nonno Dino, come dire: io sono il babbo e non sono il nonno Dino, voglio dire somiglio a mio padre ma non ho il tagliaerba. Poi spunta anche il nome di Gustavo Bressan, il nostro vicino di casa che si prende cura del giardino condominiale – si amore, è bravissimo anche Gustavo Bressan. Avevo sperato di far colpo sulla creatura con Farming Simulator, ma ho l’ennesima riprova che di fronte a questi colossi del giardinaggio divento l’Uomo Invisibile.
Ciao piccino, ti ricordi quel tizio un po’ peloso che vive con te e la mamma? Ecco, sono io!

Ma si certo, a fine estate torniamo qui qualche giorno e ci sarà anche il nonno Osvaldo, che bello.

Il buon proposito per l’anno nuovo

martedì, gennaio 1st, 2013

Infine eccoci qua, la sera prima di tornare al lavoro. Mio marito spera in un malore improvviso – che chiaramente non verrà – per potersi prendere qualche giorno di mutua; io provo goffamente ad affilare le armi e a farmi coraggio, scrivendo.
Non aiuta il fatto che siano state ottime ferie: tutti d’umore algido, coccole e sdolcinatezze, col pupo che di punto in bianco compone frasi intere, coniuga i verbi – persona, tempo verbale – e insomma fa discorsi, pensa ragiona nota notifica, un vero spasso. Con che coraggio domani lascerò il tenero pupetto dai nonni, e tornerò a chiudermi in quell’ufficio odioso, dove i problemi lasciati prima di Natale saranno là, identici, ad attendermi a inizio 2013?
Altro che Taichi o ragionamenti serali col marito, qua ci vorrebbe un bel corso di formazione tipo:”Trasforma il tuo capo sfruttatore in un agnellino” o “Come sopravvivere agli stronzidioti” o ancora “Gestisci la rabbia e sfrutta quei coglioni a tuo vantaggio”. Aiuta un pochino il mio buon proposito per il 2013, un rigurgito di autostima che mi ha invasa spontaneo durante le ferie: io merito un lavoro migliore, ed anche se l’Italia è in crisi la vita continua, questo nuovo anno dovrò trascorrerlo a cercarmi un nuovo lavoro. Un rigurgito simile l’avevo avuto anni fa, quando avevo conosciuto mio marito (“Io merito un ragazzo così”), e visti gli esiti positivi perché non seguire questa nuova spinta? Certo sarà dura conciliare lavoro nuovo con prossimità geografica alla scuola del pargolo (principale bonus del lavoro attuale), ma insomma un problema alla volta, ci penseremo quando verrà l’occasione.
Nel frattempo comunque devo trovare qualche strategia di difesa: primo perché un lavoro nuovo non lo si trova domani, tanto meno di questi tempi, e secondo perché di stronzidioti è pieno il mondo. In fondo si può dire, come va di moda oggi (e tappandosi il naso), che questa sia ‘un’opportunità di crescita’: saper trattare con gli stronzidioti è pur sempre una capacità autorevole, da mettere a curriculum. Quindi incazzarsi di meno e ragionare di più, sarà questo il motto 2013.